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Lifting mini-invasivi

Prima di valutare un intervento estetico al viso vanno seriamente prese in considerazione l’età, le condizioni di rilassamento ed idratazione della pelle e, soprattutto, le aspettative del paziente.Al giorno d’oggi è possibile offrire procedure meno invasive con tempi di recupero più rapidi, o interventi più invasivi ed efficaci con cicatrici minime o poco visibili e risultati più naturali. Vi sono inoltre altri trattamenti puramente estetici con effetto limitato, quali filler, laser, peeling, thermage, etc. Questi infatti migliorano semplicemente la qualità della pelle senza però risollevare i tessuti facciali. Le nuove tecniche miniinvasive sono quelle definite di soft lifting. Con tutti i dovuti limiti, sono tecniche che offrono il vantaggio di ridurre i segni del tempo senza causare uno stiramento “innaturale” dei tessuti.

Aptos

La tecnica consiste nell’utilizzare un materiale biocompatibile, un filo di propilene a forma di spina di pesce nella zona rilassata (ptosi cutanea). I fili sostengono il tessuto con un effetto lifting senza la necessità di intervento. I fili vengono posizionati nel sottocute attraverso un agocannula che funge da guida. Una volta posizionato l’introduttore, si procede ad inserirvi al suo interno il filo di Aptos. Allo stesso tempo si trae il tessuto circostante e si stira il filo mentre si estrae l’agocannula in modo che le dentature del filo possano ancorarsi ai tessuti e garantire la trazione. I fili vengono poi fissati ad una fascia fibrosa posta nella fascia temporale. Nei giorni successivi all’applicazione, il tessuto crea una capsula connettivale, che garantisce stabilità all’impianto, senza del resto risultare visibile o palpabile. La tecnica dei fili aptos è ripetibile e richiede solamente un’anestesia locale. La tecnica permette di risollevare la zona medio-facciale (dagli occhi ai solchi naso-genieni) con l’assenza pressoché totale di lividi.

Endotine

È un’altra tecnica mini-invasiva utilizzata in particolare nella zona sopracciliare utilizzata per la correzione del sad look in pochi minuti, con una piccola incisione tra i capelli e senza fili di ancoraggio. E’ un metodo di fissaggio dei tessuti molli della fronte attraverso una placchetta rivestita da “micro-punte”. Le punte permettono di scaricare la forza di trazione esercitata dai muscoli su più punti. Il dispositivo è riassorbibile in 90 giorni circa eliminando i rischi a carico dei bulbi piliferi del cuoio capelluto, che spesso, durante un lifting tradizionale, producono perdite circostanziate di capelli. In questa tecnica si effettuano due incisioni circa 1.5 cm sopra l’attaccatura del capello, all’altezza dell’intersezione della metà di arcata sopracciliare. Attraverso le incisioni si raggiunge l’osso frontale laterale del cranio e con un trapano manuale si effettuano due forellini speculari. Si effettua uno scollamento dei tessuti compresi tra il foro e il sopracciglio. Si inserisce poi la base della placchetta ad incastro nell’osso, mentre le spine che rivestono la faccia superiore vengono agganciate ai tessuti molli trazionati. Infine un punto di sutura è posto a chiusura dei forellini. Successivamente all’intervento la placchetta potrà risultare palpabile e l’area limitrofa potrà risultare dolorante. Il tempo operatorio è di circa 1h e la completa guarigione si ottiene nell’arco di 2 settimane, in seguito alle quali si ha la ripresa della vita sociale. I candidati ideali di queste 2 tecniche sopra descritte, sono quei pazienti con minimi segni di invecchiamento. Se i segni sono invece più avanzati ed evidenti, la scelta ricadrà su altre opzioni chirurgiche più invasive.

S-Lift

Rispetto alla tecnica del lifting tradizionale, l’S-Lift agisce rispettando maggiormente i tratti somatici in quanto non stravolge il quadro mimico ed evita che la pelle riporti le tracce visibili della chirurgia. Il risultato è molto efficace, soprattutto perché non si interviene solo a livello della pelle ma anche sulla muscolatura sottostante, anch’essa soggetta a richiamo gravitazionale. Si tratta infatti di un lifting antigravitazionale che sospende in direzione verticale i tessuti molli di faccia e collo , riportandoli ai livelli precedenti. Vengono posizionate suture continue non riassorbibili e resistenti a livello dello SMAS (acronimo di Superficial Muscular Aponeurotic System) che non è stato scollato in precedenza, e vengono ancorate al periostio zigomatico. Viene così prodotta una trazione dello SMAS, a livello di zigomi, cuscinetti adiposi malari e solchi naso-genieni. Questo tipo di lifting è indicato su pazienti giovani con buone condizioni cutanee e senza lassità significativa del platysma e che desiderano una procedura meno invasiva e un recupero rapido. E’ una procedura che viene abbinata a feeling chimici, laser resurfacing, trattamento del collo, lifting del sopracciglio e blefaroplastica.

MACS-lift

Si compie una incisione pre-auricolare ad “L” invertita, che segue il bordo inferiore della basetta, cui segue uno scollamento della pelle e il posizionamento di una sutura verticale ad “U” e di una obliqua ad “O” (anteriormente di 30°) per ancorare lo SMAS alla fascia profonda del temporale (e non al periostio dell’arco zigomatico come nell’S-LIFT). LA pelle viene escissa dopo che il riposizionamento del lembo cutaneo avviene in direzione verticale (mentre nell’S-lift avviene con un angolo di 45°). Gli effetti di questo tipo di lifting sono evidenti a livello della regione anteriore del collo e della mandibola. Nel MACS-lift esteso invece l’incisione viene proseguita lungo la linea dei capelli anteriore temporale, e si attua uno scollamento ai cuscinetti adiposi malari. A tale livello si posiziona una terza sutura obliqua ad “U”, tra i cuscinetti adiposi malari e la fascia temporale profonda. Il terzo medio del volto e la piega naso-geniena traggono beneficio da questo intervento.

Lipostruttura

Con l’età, il tessuto adiposo diminuisce e si atrofizza. Per ridare al volto la pienezza, si può ricorrere in associazione al lifting, alla lipostruttura. Questo intervento è indicato prevalentemente nei casi in cui vi siano carenze di volume significative non risorvibili da materiali di riempimento come i filler. Si utilizza dunque il grasso corporeo del paziente stesso. La lipostruttura e simile al lipofilling, ma migliorata nella tecnica. La principale indicazione per la lipostruttura è il ringiovanimento del viso e/o la correzione del profilo di zigomi, labbra, solchi naso-genieni, lipoatrofie generalizzate. Il grasso viene iniettato in maniera precisa ed uniforme con delle micro-cannule. L’associazione di lipostruttura e lifting può consentire l’esecuzione di procedure ancor meno invasive.

Pro e contro

Dal punto di vista del paziente, la procedura che utilizza solo i fili di sutura può apparire un escamotage per evitare un vero e proprio intervento chirurgico. Tuttavia il sistema di posizionamento dei fili di sospensione Aptos, ai vantaggi di facilità di recupero e minor invasività, ha invece lo svantaggio di utilizzare fili non riassorbibili che non si ha la certezza assoluta di dove vadano ad ancorarsi, ovvero di ottenere un appiglio solido e duraturo. S-Lift e MAcS-lift sono invece tecniche open, con tempi operatori e di guarigione ben più lunghi, ma con la certezza di ancorare il sistema muscoloaponeurotico superficiale e la possibilità di riposizionare il lembo cutaneo con resezione dell’eccesso cutaneo: questo porta a risultati migliori nel lungo periodo.

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Ultimo aggiornamento: 09/10/2010