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Diete e digiuni dopo le grandi abbuffate

Cari lettori, Specie dopo le feste Natalizie, chi non si è mai posto/a il quesito: “Non ho mai esagerato come quest’anno. Quali alternative ho per perdere i chili accumulati?”. Pensando di farvi cosa gradita, ho rivolto tre domande al dott. Brocadello, medico specialista in scienza dell’alimentazione e da due anni punto di riferimento dell’ambulatorio Mediest per i disturbi e le patologie alimentari, in modo da giostrarsi un po’ nell’articolato mondo delle diete drastiche.

1a Domanda:

“ho mangiato troppo, da oggi si digiuna”.

1a Risposta:

Certo, anche se l’indicazione è sempre quella di essere equilibrati, di assumere agli orari giusti pasti e spuntini per far fronte in modo corretto alle fatiche della giornata. A chi non è mai capitato di stare a digiuno qualche volta non mangiando addirittura per un’intera giornata o saltando i pasti perché di fretta, bevendo soltanto dell’acqua?
Capita spesso di sentirsi proporre il digiuno come rimedio alla vita stressata, un metodo per riacquistare l’equilibrio sia fisico che mentale. Ma non solo: viene offerto anche come modello di dieta “disintossicante”, per le strapazzate che ci si concede con fare indulgente nell’arco dell’anno, con cui si assumono calorie in eccesso, magari alzando anche un po’ il gomito. Per affrontare un vero digiuno è sempre consigliabile e auspicabile prendersi del tempo di riposo totale e quindi evitare di dover essere impegnati sia sul piano fisico, che mentale. Il digiuno può essere totale, con astensione completa sia dal cibo che dall’acqua, oppure parziale, con sola astensione dal cibo. Considerando che senza bere, l’organismo umano può sopravvivere al massimo per tre, quattro giorni, il digiuno totale non viene praticamente mai preso in considerazione e pertanto quando si parla di digiuno si intende sempre solo l’astensione dal cibo. Poi c’è il semidigiuno che introduce succhi di frutta, centrifugati di frutta o di verdura, brodi e così via e che può essere utile come “rimedio del giorno dopo”, se ci si vuole togliere di dosso gli eccessi delle occasioni in cui si esagera. Ma per parlare di vero digiuno si deve prendere in considerazione quella condizione in cui si resta completamente senza assunzione di cibo. Se il digiuno dura meno di tre giorni però, si hanno solamente effetti collaterali legati alla fame ed alla stanchezza dovuti al fatto che non si mangia. Pertanto iniziare un digiuno e protrarlo per meno di tre giorni non è vantaggioso, o comunque se lo si fa per questo breve periodo è bene sapere che tutti i meravigliosi benefici, anche mentali, del digiuno non compariranno, e che si peneranno le fatiche dell’inferno contro i crampi della fame! Cosa succede invece di così speciale dopo qualche giorno, se si riesce a resistere? Che qualche cosa, a livello metabolico cambia. Grazie a questi cambiamenti dopo i primi giorni di fatiche, si entra in una sorta di “stato di grazia”, in cui non si sente più fame, e nemmeno stanchezza: euforia generale, che raggiunge il suo culmine al decimo giorno per poi mantenersi stabile. Quello che determina tale cambiamento è la differenza di carburante di cui si nutre il cervello. Se abitualmente il cervello brucia e ha bisogno di glucosio (zucchero), durante il digiuno protratto si crea una situazione apparentemente sfavorevole, dato che il glucosio non viene più introdotto con il cibo, e le scorte presenti nel corpo (fegato e muscoli), vengono esaurite, e pertanto c’è l’esigenza da parte dell’organismo di trovare urgentemente un’altra fonte utile di energia al posto del glucosio. Tale fonte, che è prodotta dall’organismo a partire dal grasso corporeo, è costituita dai corpi chetonici. I corpi chetonici, detti chetoni, hanno la capacità di andare a nutrire il cervello superando la barriera ematoencefalica (barriera che protegge il cervello) proprio come il glucosio, e nonostante l’organismo stia vivendo una situazione di stress intenso (digiuno), agendo sul sistema nervoso centrale, sono in grado di fare percepire una condizione favorevole non solo placando il senso della fame ma addirittura inducendo un senso di euforia, definito simil-anfetaminico. Niente fame quindi, niente stanchezza e senso di benessere, infatti durante il digiuno si acuiscono i sensi, si percepisce meno la stanchezza, si ha meno bisogno di dormire e le ore che si dormono sono generalmente di qualità migliore. Tutto ciò a fronte di una perdita di peso importante a scapito sia delle riserve adipose (grasso corporeo), che della massa magra (muscoli); quest’ultima in particolare viene aggredita per l’esigenza di proteine che durante il digiuno non vengono introdotte con la dieta e di cui invece l’organismo ha comunque bisogno per far fronte alle funzioni vitali (riproduzione cellulare…). È importante bere molto, così come importante è sapere che dopo aver digiunato per un periodo più o meno lungo, anche fino a venti giorni, non conviene meno di cinque, la fase più critica è proprio quella in cui si ricomincia a mangiare. Problemi ai reni ed al fegato, così come eccessivi stati di magrezza e di anemia marcata possono precludere la strada a questo tipo di esperienza. Anche le donne in gravidanza o in allattamento, i bambini e ragazzi ancora in fase di crescita e le persone anziane è bene che non digiunino.

2a Domanda:

Al giorno d’oggi non ci sono molte persone che hanno la fortuna di prendersi dei giorni di riposo specie dopo aver usufruito di quelli delle vacanze di Natale. Che si fa? Ci sono delle diete che funzionano nel dimagrimento come o anche meglio del digiuno?

2a Risposta:

Ci sono delle diete, cosiddette VLCD (acronimo di Very Low Calories Diet), che per periodi brevi danno dei risultati per molti aspetti similari a quelli che si raggiungono con il digiuno. Anzi, per certi versi e in quasi tutte le tipologie di soggetti queste diete, ripeto, nei brevi periodi, danno garanzie superiori. Ho detto prima che il digiuno determina un calo ponderale importante a fronte di una perdita sia di grasso corporeo, che di massa magra (muscoli) il tutto senza percepire senso di fame; ebbene questo tipo di diete sono da prendere in considerazione almeno per un paio di buone ragioni: - allo stesso modo del digiuno funzionano con il meccanismo dei chetoni, pertanto a differenza di tutte le altre diete non fanno percepire nemmeno un po’ di fame; - a differenza del digiuno durante il dimagrimento non fanno perdere massa muscolare, ma solo grasso. Ciò avviene grazie al fatto che durante queste diete si mangia la giusta quota di proteine giornaliera di cui l’organismo ha necessità. Per via della loro rapidità d’azione, sono delle diete piuttosto “motivanti”: spingono la persona a continuare a fare dei sacrifici per raggiungere il traguardo. Funzionano egregiamente specie con le persone che passano da una dieta all’altra scoraggiandosi perché non vedono l’ago della bilancia scendere. Queste diete sono a bassissimo contenuto calorico, circa 700-800 kcal, e devono essere portate avanti sotto stretto controllo. Prima di iniziarle solitamente si fanno degli accurati esami per vedere che le condizioni cliniche, soprattutto di fegato e reni, possano consentire di affrontarle con serenità.

3a Domanda:

che tipo di risultati sono ipotizzabili? E quali sono gli aspetti negativi di queste diete? Ci sono altre diete che paventano risultati molto importanti in termine di chili persi e in fretta?

3a Risposta:

In linea teorica è ovvio che più calorie ci sono in una dieta, più lentamente essa produrrà i propri risultati, ma non esistono in teoria diete in grado di funzionare più velocemente delle VLCD chetogeniche. Un altro discorso è se il soggetto non ha fretta di perdere peso. In tal caso qualunque altro tipo di dieta ipocalorica ben eseguita, darà buoni risultati. Quanto ai risultati ipotizzabili, con le VLCD parliamo di un calo ponderale tra gli 8-10 kg al mese. Abbiamo visto persone perdere fino a 30 kg in un mese. Gli aspetti negativi di queste, come di tutte le altre diete possono eventualmente riguardare il POST. Potremmo definirle pertanto delle “terapie d’emergenza”, non ci si può aspettare che diano un’educazione alimentare. Servono solo come uno strumento efficace e sicuro per raggiungere l’obiettivo del peso da perdere, poi ci sarà la fase del mantenimento, da gestire con un progressivo e regolare inserimento di alimenti e calorie…ma questo è un altro capitolo.

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Ultimo aggiornamento: 11/01/2011