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Macchie cutanee o senili

sezione a cura di:
Francesca Zuliani

bibliografia

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prima/dopo

Le macchie della pelle sono prodotte da un processo fisiologico definito melanogenesi, che per vari motivi può provocare una distribuzione non uniforme della melanina, sostanza prodotta da cellule dermiche chiamate melanociti, causando così la formazione di macchie. La melanina si forma a partire da un aminoacido, la tirosina, per l'azione di un enzima, la tirosinasi. La formazione di melanina aumenta in risposta a stimoli esterni, come l'esposizione a raggi ultravioletti; questa pigmento bruno serve infatti a proteggere la pelle dai danni delle radiazioni solari. In condizioni normali, il normale processo di ricambio dell'epidermide fa sì che la pelle che si è scurita tenda a tornare spontaneamente al suo colore naturale una volta cessato lo stimolo che ha indotto la produzione di melanina. A volte, però, per cause ancora da chiarire, la produzione e la risalita in superficie della melanina sono eccessive e continue e la pelle non è in grado di ritornare alle condizioni iniziali: si formano così le macchie. Tra le alterazioni della melanogenesi possiamo distinguere:
• melasma
• lentigo senili
Il melasma si manifesta generalmente sul viso con chiazze di colore marrone-grigiastro. Può essere causato da farmaci, come la pillola contraccettiva, da ormoni prodotti nel corso della gravidanza, durante la menopausa (cloasma), o nel corso di disfunzioni ormonali della ghiandole surrenali; un'altra causa può essere ricercata nelle sostanze chimiche contenute nei profumi. Le lentigo senili, come dice la parola stessa, sono caratteristiche dell'età,e sono dovute principalmente ad una iperpigmentazione dello strato corneo. Tale iperpigmentazione è legata a prolungate esposizioni ai raggi ultravioletti del sole o delle lampade solari. Le lentigo senili si presentano nelle zone più esposte alla luce del sole (viso, mani), appaiono di colore bruno, isolate e prevalentemente di forma tondeggiante.
Quali i rimedi per conbatterle?
In certi casi, le macchie possono regredire spontaneamente; in altri, si può ricorrere a trattamenti cosmetici ad azione schiarente. Questi agiscono essenzialmente su due diversi fronti:• aumentano il ricambio cutaneo (sostanze leviganti) oppure • bloccano l'enzima (tirosinasi) che produce la melanina.
Le sostanze ad azione levigante (es. Alfaidrossiacidi, Retinoidi) sono in grado di aumentare il ricambio cellulare della pelle inbrunita; favorendo infatti l'eliminazione di cellule già pigmentate, rendono più omogeneo il colore e la superficie cutanea. Inoltre promuovendo il rinnovamento cellulare, impediscono ai melanociti di inserire la melanina nelle cellule adiacenti. Le sostanze in grado di agire bloccando l'enzima tirosinasi sono probabilmente le più efficaci; prototipo di queste è l'idrochinone, uno schiarente utilizzato fino a qualche anno fa e poi ritirato dal commercio per problemi legati alla sua tossicità. Arbutina, acido cogico, vitamina C, acido azelaico sono attualmente le sostanze che più spesso rientrano nella composizione dei cosmetici utilizzati come schiarenti. L'arbutina è una sostanza naturale ottenuta per estrazione dall'Uva Ursina, simile all'idrochinone, ma meno irritante e sensibilizzante. Viene impiegata in concentrazioni variabili fra l'1% e il 10%. L' acido cogico (o acido kojico) è la sostanza ad attività depigmentante più utilizzata. Viene utilizzato ad una concentrazione compresa fra l'1 e il 3%, non è tossico ed è poco irritante.  L'acido azelaico viene prodotto in natura da un lievito responsabile di una patologia cutanea che si manifesta con chiazze chiare (Pytiriasis Versicolor); il suo meccanismo d'azione è duplice (inibizione della tirosinasi e antiossidante) e presenta una discreta tollerabilità cutanea. Alcuni studi indicano che la combinazione di diverse sostanze funzionali può risultare più efficace e che certi ingredienti (es. acido lipoco, acido sorbico, glucosammina, glutatione, cisterna) pur non essendo potenti schiarenti di per sé, possono tuttavia aumentare l'efficacia di altre sostanze più note. Sono attualmente ancora in fase di studio altri componenti di derivazione vegetale. Infine, anche alcuni farmaci (corticosteroidi e tretinoina applicati localmente) vengono impiegati per l'azione depigmentante, ma il loro uso è riservato a limitati casi selezionati dal dermatologo, in quanto possono rendersi responsabili di effetti indesiderati gravi.

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Ultimo aggiornamento: 05/10/2011