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macrolane fiale

Filler ad alta densita': Macrolane™

sezione a cura di:
Francesca Zuliani

bibliografia

photogallery
prima/dopo

Scopo
L'aumento del volume mediante impianto di acido jaluronico ad alta densita'. L’acido jaluronico è la più inerte delle sostanze iniettive ed ha una bassissima percentuale di complicanze (per altro sempre risolvibili non fosse che per la riassorbibilità del materiale). Il Macrolane™ è un prodotto a base di acido ialuronico sotto forma di gel stabilizzato, non animale a lunga durata. Viene utilizzato per l'aumento volumetrico delle mammelle, l'aumento e contestuale sollevamento dei glutei, per il rimodellamento dei polpacci e della regione pettorale nei maschi. Viene altresi' impiegato nella lassità cutanea delle braccia, in cui svolge un’azione rimodellante e tonificante.
Metodo
Si crea un "ponfetto" in anestesia locale nel cavo ascellare o nel solco mammario e si inserisce un ago-cannula specifico che viene diretto al di sotto della ghiandola mammaria. Una volta che il professionista si è accertato che lo spazio di posizionamento è corretto , inietta il macrolane in boli multipli o in un bolo unico a seconda della preferenza del chirurgo o delle necessità della paziente. Si rimuove quindi la cannula e si applica un cerotto. L’effetto è immediato, non serve applicare medicazioni di sorta.
La tecnica consente aumenti del seno nell'ordine di una taglia. Ma soprattutto consente di dare tono ad un seno lievemente svuotato. L´intervento è ambulatoriale e durerà meno di un´ora.
Si può ricorrere al Macrolane™ anche per il rimodellamento del corpo (come polpacci e glutei). La metodica è adatta per le pazienti che non vogliano affrontare la chirurgia e che apprezzino correzioni "naturali".
Durata del risultato
Un anno circa. Il risultato ottenibile con il Macrolane™ è transitorio e non è mai sostitutivo della mastoplastica additiva.
Rischi
Che succede nella mammella una volta iniettato il Macrolane™ ?
Il primo dubbio da fugare riguarda la cancerogenicità: l’acido jaluronico non è cancerogeno né lo è il legante che viene utilizzato per stabilizzare la molecola. Ci sono studi al riguardo.
Il secondo dubbio riguarda la diagnosi strumentale e radiologica della mammella. In ecografia e mammografia l’aspetto dei boli di jaluronico è ben leggibile ed essi assumono caratteristiche simili alle cisti mammarie. Occorre però sempre avvisare il radiologo, meglio ancora richiedere al chirurgo plastico che pratica l'impianto, la descrizione del materiale iniettato e dell’aspetto che assume radiologicamente una volta impiantato.
Le candidate migliori
• Ragazze e giovani donne con mammelle che abbiano necessità di aumentare di poco il volume della mammella
• Ragazze e giovani donne che desiderino modellare un determinato quadrante della mammella: ad esempio il decoltè svuotato dopo l’allattamento o la perdita di peso
• Ragazze e giovani donne che abbiano protesi mammarie con contrazione capsulare in cui siano evidenti o palpabili i bordi protesici o comunque che desiderino un miglioramento della forma della mammella
Complicanze e controindicazioni
Il dolore è limitatissimo e comunque controllabile con un comune antiinfiammatorio. Una casistica giapponese consistente di oltre 5000 casi, riferisce di bassissimi tassi di complicanza con infezioni, contrazione capsulare, movimento del prodotto. Si tratta di effetti transitori e sempre trattabili. Anche gli studi europei sembrano avvalorare quelli giapponesi.
Il Macrolane™ può ostacolare l’ individuazione e la diagnosi di un cancro al seno e richiede una moltiplicazione degli esami per le donne che se lo sono fatte iniettare.

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Ultimo aggiornamento: 05/10/2011