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Epilazione laser assistita

sezione a cura di:
Francesca Zuliani

bibliografia

photogallery
prima/dopo

Metodo:
L'epilazione laser assistita nella medicina estetica è basata sull'utilizzo di varie fonti di luce coerente che riconoscono come cromoforo target la melanina e agiscono con il meccanismo della fototermolisi selettiva.
Si è imposta negli ultimi anni come una delle modalità richieste per la riduzione dei peli superflui e come tale va interpretata; l'obiettivo non è la totale scomparsa del pelo quanto una significativa riduzione del numero e della densità dei peli con miglioramento delle caratteristiche qualitative ( riduzione dello spessore e della pigmentazione fino alla miniaturizzazione).
Il principio fondamentale su cui si basa l'epilazione laser è quello della fototermolisi selettiva: l'energia veicolata dalla luce viene liberata sotto forma di calore al momento dell'interazione con la melanina presente nei melanociti del follicolo (target). Il calore liberato produce un danno sulla struttura follicolare. 
Prima del trattamento è importante valutare correttamente le cause dell'ipertricosi, di escludere malattie endocrinologiche e di valutare il fototipo cutaneo del paziente. Da valutare anche la presenza di infezioni passate da herpes virus o la tendenza a cicatrici ipertrofiche o cheloidee. Il trattamento si esegue ambulatorialmente previa pulizia e rasatura della parte che viene delimitata. In genere la risposta giusta al trattamento laser è la vaporizzazione della radice con edema perifollicolare e modesto eritema. Dopo il trattamento si applicherà in loco una crema lenitiva per 24-48 h.  Il trattamento va ripetuto dopo 4-6 settimane in base anche alla durata del ciclo di crescita del pelo nelle diverse zone.
Di solito sono necessarie 6-8 sedute per ottenere un'epilazione permanente.
Va ricordato che "epilazione permanente" significa importante e stabile riduzione dei peli nella zona trattata per un periodo più lungo di un ciclo completo di crescita.  
Con che cosa: 
Ad oggi i dispositivi più utilizzati sono:
• Laser a rubino ad impulso (694 nm)
• Laser ad alessandrite ad impulso lungo (755 nm)
• Laser a diodi pulsato (800 nm)
• Laser a neodimio-yag (1064 nm)
• Q-switched ad impulso lungo
I laser a minore lunghezza d'onda si avvantaggiano della differenza di pigmentazione tra cute e follicolopilifero a discapito di una maggiore insorgenza di alterazioni della pigmentazione cutanea, con possibili complicanze nei soggetti con fototipo alto. Di contro, i laser a lunghezza d'onda maggiore, seppure di efficacia lievemente inferiore, provocano meno effetti collaterali e permettono la loro utilizzazione anche su carnagioni scure.
Oltre alla lunghezza d'onda vanno considerati altri parametri quali la durata dell'impulso e la fluenza (energia necessaria in rapporto alla superficie)per provocare un danno permanente al bulbo pilifero. Risultati ottenuti da diversi tipi di laser per ciò che concerne un epilazione permanente si sono equivalsi, o perlomeno non vi sono studi clinici realmente controllati a dimostrare che uno sia migliore dell'altro. I piu' comunemente utilizzati sono il laser ad alessandrite, il laser a diodi, il laser a nd:YAG, il laser a luce pulsata. Forse tra questi l'unica eccezione è costituita dal laser a neodimio, meno efficace degli altri ma che offre la possibilità di trattare meglio i peli biondi.
La luce pulsata di ultima generazione offre il vantaggio di combinare l'azione della luce pulsata con quella della radiofrequenza, ottimizzando i risultati.

Prima d'iniziare la seduta:

Viene valutato il fototipo cutaneo,(colore della pelle) ed il colore del pelo. Se la pelle si presenta abbronzata si dovrà attendere qualche settimana prima di realizzare il trattamento. Viene impostato l'insieme di parametri di funzionamento e adatti per il caso specifico

Durante la seduta:

Viene utilizzata uno strato d'acqua o gel rinfrescante e conduttore della luce, a seconda della zona da trattare. Ad ogni spot, l'energia luminosa viene sparata coprendo una superficie di 2.5 cmq. L'energia luminosa raggiungendo la melanina si trasforma in energia termica. I follicoli sono ricchi di melanina e assorbendo alte quantità di energia termica risultando danneggiati.

Al termine della seduta:

Al termine della seduta di fotoepilazione, gel e peli caduti vengono rimossi con una spatolina, mentre la peluria restante cadrà spontaneamente nell'arco di uno o due giorni. Viene applicata sulla cute un gel lenitivo a base di aloe o calendula. I peli superflui vengono cosi - seduta dopo seduta - eliminati con risultati permanenti nel tempo.

ambulatorio Mediest 2004-2010

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Ultimo aggiornamento: 05/10/2011