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la crioelettroforesi

Crioelettroforesi

sezione a cura di:
Francesca Zuliani

bibliografia

photogallery
prima/dopo

Scopo
Come nella mesoterapia, lo scopo dichiarato è quello di veicolare un farmaco nel tessuto e farlo permanere in zona il più a lungo possibile. Con il procedere della ricerca, la Crioelettroforesi sta allargando sempre di più il campo delle sue applicazioni: in particolare essa si dimostra molto efficace in medicina fisica e sportiva nel trattamento delle patologie articolari e tendinee, in medicina estetica (varici, cellulite, lifting del viso).
Metodo
La crioelettroforesi consiste nell’introdurre nei tessuti, a basse temperature, in modo mirato e profondo sostanze medicamentose o omeopatiche idrosolubili, ancor meglio se ionizzabili, tramite una specifica apparecchiatura che ne consente la penetrazione e l’assorbimento a livelli profondi (6-8 cm) e in quantità (1-2 mg %) finora impensabili con le metodiche tradizionali. Basti pensare che con la normale iono-foresi, l'impatto sistemico è molto ridotto e si raggiungono profondità dell'ordine di qualche millimetro.
Questi motivi rendono la crioelettroforesi di uso praticamente illimitato per le affezioni localizzate.
Una speciale apparecchiatura, dopo il congelamento della soluzione impiegata, fa passare una corrente pulsata attraverso le zone di incipiente fusione, con trascinamento del farmaco che, in tali condizioni, penetra in profondità nella zona da curare. La frequenza deve essere rapportata al peso molecolare della sostanza da introdurre e alla profondità da raggiungere. L’impiego del ghiaccio insieme alla corrente variabile consente infatti un notevole incremento nell’assorbimento del principio attivo, con conseguenti vantaggi sia per gli effetti curativi che per la riduzione nel numero delle sedute. La soluzione, congelata a temperatura tra –5 e 0 gradi Centigradi, veicola gli ioni del principio attivo; non incontrando nel loro percorso elettricamente guidato dall’esterno all’interno dell’organismo ostacoli o superfici che ne possano rallentare o bloccare il flusso, gli ioni raggiungono in alta concentrazione gli strati profondi sottofasciali.
La principale differenza, rispetto alla mesoterapia, è che il dispositivo permette la veicolazione transdermica senza utilizzo di aghi.
Durata del risultato
Si deve sottolineare che i benefici compaiono dopo la 4a-5a seduta e che è necessario, per mantenere i risultati raggiunti, perseverare in qualche seduta di mantenimento (almeno 1/mese). Un ciclo completo di trattamenti va dalle quattro alle dodici sedute, con una frequenza di due volte a settimana. Il vantaggio della terapia rispetto ad altre metodiche consiste nel fatto che l'azione delle sostanze drenanti e lipolitiche dura fino a 82 ore dopo l'applicazione. E' bene evitare di applicare creme o sottoporsi a massaggi o elettrostimolazioni in quest'arco di tempo: porterebbe via parte del farmaco iniettato e quindi diminuirebbe l'efficacia.
Complicanze e controindicazioni
La sensazione avvertita durante la terapia è soggettiva e, a parità di zone trattate, la percezione del fastidio è diversissima.
• sensazione di freddo
• reazioni allergiche

ambulatorio Mediest 2004-2010

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Ultimo aggiornamento: 05/10/2011