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restylane vital fiale

Juvederm Hydrate

sezione a cura di:
Francesca Zuliani

bibliografia

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prima/dopo

Con il trascorrere del tempo, il tono e l’elasticità della pelle si abbassano e la pelle assume un aspetto spento, risultando spesso ruvida al tatto. Questo naturale processo di invecchiamento colpisce le zone maggiormente esposte agli agenti atmosferici come volto, collo, decolleté, mani. Le creme fanno quel che possono, idratando temporaneamente la superficie cutanea, ma non nutre in profondità né con la durata necessaria a conservare l’elasticità e l’aspetto luminoso. L’acido ialuronico e' il principale componente dei GAG, glucosaminoglicani, che costituiscono la matrice fondamentale del derma. Grazie al suo elevato peso molecolare ha una grandissima capacita' di trattenere acqua (sino a 500 volte il suo peso), svolgendo anche un’importante azione antiossidante. Con l’evoluzione dei processi di aging e fotoaging, la produzione di acido ialuronico si riduce progressivamente. Cio' provoca una diminuzione della capacita' cementante e idratante della componente amorfa del derma, e favorisce, insieme ad altri eventi, la comparsa di cedimenti cutanei, pieghe, rughe e la perdita di idratazione profonda.
Metodo
Juvederm Hydrate™ è è un nuovo trattamento clinicamente testato, in grado di reintegrare la diminuzione dei livelli di acido jaluronico nella pelle. E’ stato appositamente formulato per un trattamento appena al di sotto della superficie cutanea per migliorare idratazione, tono, elasticità. Lo Juvederm Hydrate è composto di 13.5 mg/g di acido Jaluronico non crossato e 0.9% di mannitolo, formula che permette una ridotta degradazione di acido una volta iniettato. Questo effetto porta ad aumentare la longevità dell’acido jaluronico, permettendo a questo di attrarre acqua per un periodo di tempo più lungo. Importante e' conoscere bene la modalita' di impianto, che prevede una tecnica di inoculazione lineare corta e come livello di iniezione il derma medio profondo. Il gel deve essere iniettato a microgocce in fase di estrazione dell’ago, tangenzialmente al piano cutaneo, profondamente nel derma, nelle zone colpite da aging. Viso, collo, de'collete', piega intermammaria, mani e pieghe a braccialetto dei polsi sono le sedi indicate per questa nuova metodica, che funziona molto bene anche per le guance colpite da elastosi solare, i cedimenti del contorno del viso, e in tutti quegli stati di forte disidratazione della cute come dopo un’intensa esposizione al sole o dopo peeling e laser. Il protocollo di utilizzo prevede uno short program con una seduta ogni quattro settimane per due-tre volte, ripetibile due volte all’anno.
Durata del risultato
Dopo l'applicazione i risultati migliorano nel giro di 4/5 giorni e sono visibili dal paziente oltre che dal medico. Il risultato ottimale della biostimolazione si valuta al termine di un ciclo che può essere di una durata tra i 2 ed i 4 mesi. La biostimolazione, essendo una terapia che stimola la produzione di collagene e acido jaluronico endogeno, determina un risultato permanente; ovviamente è auspicabile eseguire almeno un ciclo all'anno.
Complicanze e controindicazioni
Gli effetti collaterali temporanei sono sovrapponibili a qualsiasi altro trattamento iniettivo (eritema, dolenzia, ecchimosi). Diversi sono invece gli effetti collaterali dovuti a un’errata tecnica di impianto: qualora si utilizzi la classica metodica a micropomfi superficiali, tipica della biostimolazione, i pomfi di gel iniettato resteranno visibili per oltre 4-5 settimane. Se cio' avviene e' per un errore dell’operatore che ha iniettato troppo superficialmente o una quantita' di gel eccessiva per singola iniezione. La durata dei micropomfi e' comunque temporanea perche' si riassorbiranno spontaneamente.

 

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Ultimo aggiornamento: 29/10/2011