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endermologia su obesità severa

Massaggio connettivale nel linfedema

sezione a cura di:
Boris Martinello

bibliografia

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prima/dopo


Per linfedema si intende un accumulo di linfa nello spazio interstiziale per mancato drenaggio della stessa. Tale accumulo si determina per 2 principali cause: sovrapproduzione di linfa o mancato drenaggio della stessa, spesso per ipoplasia del sistema dei collettori.

Il linfedema rappresenta una patologia con differenziazione a seconda delle aree geografiche. In particolare i linfedemi su base infettiva sono più diffusi nelle zone equatoriali (circa 40.000 casi tra Cina ed India), in cui si è maggior esposti a filaria Bancrofti, principale causa della patologia ostruttiva linfatica. 

Nei paesi occidentali vi è una maggior presenza di linfedemi secondari a fattori traumatici (traumi, radiazioni, ustioni), a neoplasie primitive o secondarie del tessuto linfatico o a patologie del circolo di ritorno (insufficienza venosa cronica, sindrome post-trombotica).

diagnosi

I caratteri clinici del linfedema sono colorito pallido e pastoso al tatto della cute, non dolorabilità alla palpazione, difficoltà della plicabilità cutanea al pizzicamento del secondo dito del piede (segno di Stemmer), asimmetria volumetrica degli arti, permanenza dell'edema anche dopo riposo in posizione anti-declive.

terapia

La terapia del linfedema è di tipo conservativo: terapia fisica (drenaggio linfatico manuale tipo Leduc o  massaggio connettivale meccanizzato tipo endermoterapia con LPG, bendaggio, ginnastica domiciliare, pressoterapia) supportata da terapia farmacologica (i principi attivi sul sistema linfatico sono la Cumarina e la Diosmina-Esperidina, che aumentano la velocità del flusso linfatico). Gli obiettivi generali del trattamento sono:

  • riduzione del volume arti
  • diminuzione della fibrosi tissutale
  • recupero della mobilità nella compromissione articolare causata dall'edema
  • recupero del trofismo muscolare
  • autoeducazione del paziente a gestire la sua malattia cronica

La terapia fisica permette di normalizzare il più possibile il volume dell'arto mediante aumento della vel. linfatica e diminuzione del deposito proteico interstiziale. La compressione dei tessuti molli del drenaggio linfatico si esercita attraverso tre manovre fondamentali della kinesiterapia:

  • Pompage: drenaggio delle stazioni linfonodali, sempre a partire dalla zona addominale occupata dalla cisterna di Pequet.
  • Rappel: drenaggio della zona edematosa mediante la parte volare della mano. E' una manovra di richiamo atta alla creazione di un gradiente pressorio tra la zona a monte dell'edema e l'edema stesso.
  • Reabsorbption: drenaggio della zona edematosa mediante manovra sulla parte cubitale della mano. Si ha il deflusso della linfa dal sistema superficiale a quello profondo.

La compressione invece determina un aumento del ritorno venoso a beneficio della disinfiltrazione interstiziale.

complicazioni

Le più temibili complicanze a livello locale sono le linfangiti, contro le quali la terapia antibiotica associata alla compressione elastica, svolge un ruolo fondamentale.

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Ultimo aggiornamento: 05/10/2011