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dispositivo per crioterapia

Criochirurgia

sezione a cura di:
Raffaele Longobardi

bibliografia

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prima/dopo


La crioterapia - nella maggior parte dei casi più propriamente criochirurgia - viene utilizzata da anni come metodica alternativa al diatermocoagulatore per la distruzione di lesioni neoplastiche cutanee.
Metodo
Le metodiche più complesse e costose, ma di maggior resa, prevedono l'uso di gas quali il protossido d'azoto o l'azoto liquido. Questi due gas arrivano a temperature molto basse che causano importanti modificazioni sulla pelle, paragonabili a quelle di un'ustione da caldo, ovviamente controllata.
Il metodo di gran lunga più utilizzato, per maneggevolezza e costanza di risultati, è quello che prevede l'utilizzo dell'azoto liquido. Questo gas, allo stato liquido, viene inserito in una apparecchiatura particolare (Cry-Ac), dentro la quale raggiunge, per sue caratteristiche, una pressione gassosa abbastanza elevata. Il gas viene poi spruzzato direttamente sulla pelle oppure convogliato in terminali chiusi che congelandosi vengono posti a contatto con la cute.
La crioterapia consente il trattamento di numerose lesioni, dalle verruche piane, a quelle plantari (per le quali costituisce strumento di elezione), dalle cheratosi attiniche agli epiteliomi, che possono venire distrutti senza esiti cicatriziali importanti e con buona attendibilità clinica. Nell'uso più comune l'azoto liquido viene spruzzato direttamente sulla lesione, fino ad ottenerne il congelamento.
Durata del risultato
La possibilità di recidiva è senza dubbio più elevata che nella chirurgia tradizionale, ma gli esiti estetici non sono nemmeno paragonabili.
Certamente i risultati migliori si ottengono solo negli epiteliomi di tipo piano-cicatriziale, ovverosia quelli più superficiali, e comunque previa conferma istologica dall'esame di un piccolo frustolo di cute malata. Gli epiteliomi nodulari in linea di massima non vengono mai trattati con la crioterapia o con altre metodiche distruttive.
Complicanze e controindicazioni
In questo caso non vi sono complicanze ma diviene determinante una corretta diagnosi della patologia da trattare. La crioterapia è un trattamento di prima scelta nelle verruche piane del volto e in quelle plantari, nel primo caso perché l'esito estetico cicatriziale è estremamente importante, nel secondo perché l'eventuale cicatrice prodotta dal diatermocoagulatore si può nel tempo trasformare in callo, di per sè molto doloroso.

prima
dopo

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Ultimo aggiornamento: 17/04/2013