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acne

Acne

sezione a cura di:
Raffaele Longobardi

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prima/dopo

L'acne è una patologia comune, che coinvolge circa un 75% degli adolescenti e dei giovani adulti in un range d'età tra gli 11 ed i 30 anni. E' caratterizzata da alterazione del follicolo pilo-sebaceo a livello delle ghiandole sebacee olocrine e dotate di più lobuli secernenti nel lume follicolare. Ciò spiega la distribuzione delle lesioni acneiche a livello di volto (fronte, naso, mento) del torace e del dorso, ovvero i distretti anatomici più ricchi di unità pilo-sebacee. E' una malattia a patogenesi multifattoriale con 4 principali meccanismi:
•Aumentata attività della ghiandola sebacea
•Disturbo di cheratinizzazione dell'infrainfundibulo
•Colonizzazione batterica
•Infiammazione e reazioni immunologiche peri-follicolari
La patologia esordisce in età prepubere ed è caratterizzata da polimorfismo clinico delle lesioni. L'acne dunque si manifesta in un'ampia varietà di forme cliniche. Vi sono studi che ci dicono che fino al 40% di acne dell'adulto è dovuto a scelte cosmetiche errate (i migliori cosmetici devono ridurre la produzione di sebo senza interferire con il livello normale dei lipidi. senza base alcolica, devono avere un  Ph compreso tra 5,3 e 5,5) Una delle classificazioni più recenti è stata proposta nel mese di luglio 2003 sul Journal of the American Academy of Dermatology. L'acne viene qui distinta in base alla gravità ed al tipo di lesione dominante in acne lieve (acne comedonica e papulo-pustolosa con poche lesioni), acne moderata (acne papulo-pustolosa e nodulare con numerose lesioni) e acne severa (acne nodulare grave e conglobata).
Trattamenti di prima scelta
L'identificazione della forma acneica corretta è il primo passo dello specialista verso la scelta di una corretta terapia. Infatti, secondo le più recenti linee guida, ad ogni specifica forma di acne corrisponde un adeguato trattamento, equivalente ad un definito algoritmo terapeutico che prevede impiego di farmaci topici e sistemici di prima o seconda scelta. Alla base di ogni terapia vi è una corretta detersione della pelle, da farsi con un sapone liquido o solido normalmente non aggressivo, consigliato dallo specialista a seconda del tipo di pelle. Nelle forme di acne lieve, la scelta della terapia da effettuare da parte del dermatologo cade sui farmaci per uso locale come i cheratolitici (acido lattico, solfosalicilico, glicolico), i retinoidi (tretinoina, isotretinoina) e l'adapalene, che levigano la cute favorendo l'espulsione dei comedoni; gli antibiotici (eritromicina, clindamicina. Di recente introduzione anche la limeciclina-Teralysal) e il benzoilperossido, che, esercitando un'azione antibatterica, sono più indicati nelle forme infiammatorie di acne; o l'acido azelaico, sostanza dotata di azione mista antinfiammatoria e cheratolitica. Le forme di acne di media e grave entità richiedono anche una terapia sistemica, cioè somministrata non a livello locale, ma, in genere, per bocca. Si usano antibiotici come le tetracicline (dossiciclina, minocicilina) o, in caso di controindicazioni, i macrolidi. La terapia antibiotica per via orale sovente deve essere protratta per lunghi periodi di tempo (mesi) a fini di mantenere e consolidare i risultati. Nelle forme di acne severa o nodulo-cistica è più indicata l'isotretinoina per via orale (Roaccutan-Aisoskin). Si tratta di un derivato sintetico della vitamina A che ha rivoluzionato negli ultimi venti anni la terapia delle forme di acne importanti, estese, resistenti, o comunque difficili. La terapia solitamente deve essere protratta per almeno quattro mesi, e i risultati spesso persistono anche dopo la sospensione della terapia. Si tratta tuttavia di un farmaco di non facile impiego, che può causare tutta una serie di effetti collaterali disturbanti (secchezza cutanea e delle mucose) anche di tipo sistemico (alterazioni del metabolismo dei grassi, epatite tossica, depressione), ma soprattutto è teratogeno, ossia determina invariabilmente gravi malformazioni del feto in caso di concepimento durante la terapia.
Altri trattamenti
È disponibile un'ulteriore opzione terapeutica per l'acne dei soggetti di sesso femminile: la somministrazione di antiandrogeni, cioè di sostanze che contrastano l'azione degli ormoni mascolinizzanti, che blocca a monte la catena degli eventi che conducono alla comparsa dell'acne. La molecola di riferimento è il ciproterone acetato, che si somministra in preparazioni combinate estroprogestiniche del tipo dei contraccettivi orali. Anche questa terapia è di pertinenza specialistica. E' importante sottolineare che, contrariamente a quanto si crede, pressoché tutte le pillole contraccettive possono aggravare l'acne, perchè contenengono molecole dotate di azione leggermente mascolinizzante. ecentemente sono state studiate e poi realizzate delle apparecchiature che emettono una potente sorgente luminosa (laser o luce pulsata), che interagendo con alcuni prodotti del metabolismo dei batteri implicati nell'acne, producono delle sostanze tossiche per gli stessi batteri, permettendo così di distruggerli senza l'utilizzo di farmaci. Si può agire con successo in forme lievi e di media gravità. Sono in genere necessari più trattamenti a distanza di 7 -10 giorni uno dall'altro.

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Ultimo aggiornamento: 30/09/2011