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risultati prima/dopo una mastoplastica additiva

Mastoplastica additiva

sezione a cura di:
Francesca Zuliani

bibliografia

photogallery
prima/dopo


La mastoplastica additiva consiste nell'inserimento di una protesi dietro ciascuna mammella per aumentarne il volume. Oggi esistono nuove protesi a forma anatomica "ovoidale" (v. foto) ma i materiali sono in continua evoluzione. Questa forma, simile a quella del seno naturale, consente di ottenere quando necessario un risultato molto naturale e di evitare un eccessivo riempimento del polo superiore della mammella. Se vi è una ptosi mammaria (seno cadente) potrebbe essere necessario eseguire una mastopessi (tirarlo su) in contemporanea con l'aumento.
Metodo
L'evoluzione tecnologica per quanto riguarda l'inserimento degli impianti mammari è costante e anche la scelta del tipo di impianto deve essere discussa durante la visita preoperatoria.
Le incisioni si possono praticare in tre sedi. Ognuna di esse può essere valida in base al tipo di protesi e alle esigenze della paziente.
• Nel solco sottomammario. E' la via di scelta se si utilizzano le protesi anatomiche. La ghiandola mammaria non viene violata perchè si scivola sotto di essa senza toccarla. E' la via più sicura e la sostituzione delle protesi, se necessario, è più semplice. Le cicatrici nel solco sono dopo poco tempo pressoché invisibili.
• Intorno all'areola mammaria (metà inferiore). Le cicatrici, a causa della differenza di colore della pelle, diventano dopo poco tempo praticamente invisibili. La ghiandola mammaria viene però incisa perchè si deve passare al di sotto di essa.
• Sotto l'ascella. Le cicatrici sono nascoste. Attraverso questa via è preferibile inserire protesi tonde e non anatomiche. La sostituzione delle protesi, se necessaria, è più difficoltosa. C'è un maggiore rischio di danneggiare i vasi linfatici ascellari.
Attraverso le incisioni cutanee si ricava una tasca dove viene inserita la protesi. La tasca può essere ottenuta dietro la ghiandola mammaria, davanti o posteriormente al muscolo pettorale. Le sedi di posizionamento sono invece 2:
1. SEDE RETROMAMMARIA: dietro il tessuto mammario e di fronte al muscolo. Si tratta di una posizione ideale in quanto consente un maggior controllo nello stabilire la forma ed il riempimento del “nuovo” seno. Se qualsiasi grado di ptosi è presente, un impianto sottoghiandolare alza molto meglio i seni, ovvero l'inserimento sottoghiandolare è più utile laddove vi è un seno rilassato.
2.SEDE RETROMUSCOLARE: la protesi viene posizionata dietro al muscolo pettorale. Questo inserimento è più utilizzato in donne dal seno piccolo poichè il profilo protesico è meno visibile. Questa via d’accesso è praticamente una scelta obbligata in caso di ridotta ghiandola mammaria.
Esistono anche almeno un paio di varianti ai posizionamenti classici:
3.SEDE SOTTOFASCIALE: E' una variante all'inserimento sottomuscolare. Consiste nel creare una tasca tra la fascia del muscolo e il muscolo stesso. L’inserimento delle protesi sotto la fascia del muscolo pettorale, dona una solida copertura alla protesi evitando gli inconvenienti dell'inserimento sottomuscolare classico.
4.DUAL PLANE: la protesi viene dietro al pettorale superiormente e sopra al muscolo (retroghiandolare)inferiormente. Indebolendo il muscolo nella parte inferiore all’attaccatura dello sterno, si ottiene un aspetto più naturale del seno e si evita un potenziale spostamento laterale della protesi.
Durata del risultato
Il risultato è duraturo. Tuttavia la forza di gravità e l'invecchiamento possono modificare nel tempo l'aspetto del seno, come d'altra parte accade normalmente a qualsiasi seno naturale.
Complicanze e controindicazioni
Il rischio è considerato minimo ed il grado di soddisfazione molto elevato.
Tuttavia è importante, per chi prende in considerazione l'intervento, essere informato sui rischi della procedura. E' bene evidenziare come, allo stato attuale, non vi sia alcuna prova scientifica che la presenza di protesi mammarie aumenti il rischio di tumore della mammella. Né vi è evidenza che le protesi mammarie possano influenzare la gravidanza e la capacità di allattare.
Ulteriori informazioni su questi argomenti potranno essere discusse durante il colloquio pre-operatorio.
Consenso informato
Prima dell'operazione al/alla paziente viene fatto firmare un consenso informato che viene controfirmato dal chirurgo in cui sono descritte tutte le notizie che riguardano l'intervento: modalità, tecnica utilizzata, anestesia, convalescenza, rischi e possibili complicanze. Si tratta di un documento indispensabile ai fini legali, oltre che per ridurre le possibilità di insoddisfazione ed evitare eventuali incomprensioni.

 

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Ultimo aggiornamento: 11/03/2009