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Wire scalpel

sezione a cura di:
Francesca Zuliani

bibliografia

photogallery
prima/dopo

Scopo
Correzione delle cicatrici, attenuazione dei solchi cutanei attraverso una tecnica micro-invasiva.
Metodo
Il Wire-Scalpel® è uno strumento che consente di effettuare una dissezione sottocutanea in corrispondenza dei profondi solchi cutanei che si producono per effetto dell’invecchiamento. Dotato di un ago - guida, retto, collegato a un filo metallico elastico resistente alla torsione, che funge da dissettore. L’altra estremità del filo metallico è fissa. La tecnica consiste nel circoscrivere la ruga da trattare mediante inserimenti ripetuti dell’ago guida nell’ipoderma fino a descrivere un lembo che contenga la ruga. La profondità da raggiungere deve essere stabilita dall’operatore in base alla innervazione dell’area da trattare ed alla sua vascolarizzazione, in modo da non causare profusi sanguinamenti, e quindi successivi, fastidiosi, ematomi. La lunghezza del lembo che si descrive dovrebbe eccedere la lunghezza della ruga da trattare di qualche millimetro. È consigliabile tracciare pre-operatoriamente, mediante un pennarello demografico, il percorso che il filo effettuerà nel sottocute, prima di iniziare il trattamento. Il percorso effettuato dal filo verrà quindi valutato momento dopo momento mediante palpazione della cute. Una volta posizionato il filo metallico, una leggera, ma progressiva trazione, a carico delle due estremità, consentirà la dissezione di tutta l’area sottostante la ruga e di una porzione variabile di tessuto circostante. Il lembo ottenuto potrà essere largo anche 10-12 mm e potrà includere anche più rughe insieme, come per esempio a livello del labbro. A questo punto, a seconda dell’area trattata, in caso di zone a rischio di ematomi, si può procedere al riempimento della cavità ottenuta con soluzione salina fredda, anche da ripetersi nei giorni, oppure con fillers a base di acrilati, al fine di ottenere un risultato stabile nel tempo. Tale tecnica prende il nome di dermotensione gel-liquida.
Complicanze/controindicazioni
I risultati riportati dagli autori della tecnica sono decisamente incoraggianti a fronte di complicanze decisamente minime.
I rischi associati, i più temibili, sono rappresentati dalla emorragia severa, da una sindrome algica post operatoria durevole, e dal rischio di dover suturare, in corso d’opera, per accessi chirurgici inappropriati o sanguinamenti persistenti.
La durata della completa guarigione varia dai 10 ai 14 giorni, in base alla storia anamnestica della paziente, all’estensione dell’area trattata, e alle caratteristiche strutturali delle sedi anatomiche oggetto di trattamento.

ambulatorio Mediest 2004-2010

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Ultimo aggiornamento: 11/03/2009